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I Finanzieri nella II Guerra Mondiale

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1) Tromba e Drappelle originali consegnate alla fanfara nel 1934 2) Tromba e Drappelle originali consegnate alla fanfara nel 1934 3) Finanziere in servizio lungo la rete di confine 4) L'episodio "Due contro cento"  avvenuto in Val d'Intelvi nel 1934 5) Giubba di Finanzieri, con bandoliera e pistola d'ordinanza in uso dal 1934 al 1940 6) Moschetto modello 91 TS appartenuto al Finanziere Saba, ucciso nell'alta Val di Tures (BZ) in uno scontro con contrabbandieri nel 1933 7) I frequentatori del 1° Corso di Polizia Tributaria, iniziato nel 1923 8) Berretti dei Finanzieri del ramo mare, cappello alpino e casco coloniale 9) Berretti dei Finanzieri del ramo mare, cappello alpino e casco coloniale 10) Berretti dei Finanzieri del ramo mare, cappello alpino e casco coloniale 11) Copertina del calendario del Corpo del 1938, edito dopo la campagna Etiopica 12) Guidone del Battaglione che partecipò alla campagna Etiopica 13) Testa in ceramica, di produzione locale, riproducente un ascaro della Guardia di Finanza 14) Bracciali usati dai Finanzieri impiegati nel Srvizio Doganale 15) Uno dei primi sequestri di auto con merci di contrabbando.

Anche per il secondo conflitto mondiale la Guardia di Finanza mobilitò diciotto battaglioni,tre dei quali presero parte alla campagna di Grecia ed al conflitto italo-jugoslavo, mentre gli altri concorsero all’occupazione in Slovenia, Croazia, Montenegro, Dalmazia, Erzegovina, Grecia, e nella Francia meridionale.

Parteciparono direttamente alle operazioni anche i reparti dislocati in Africa Orientale, in Libia e nell’Egeo, mentre l’organizzazione operativa nel territorio metropolitano fu impegnata nella difesa costiera e nella tutela dell’economia di guerra. Nuclei speciali furono destinati al controllo della produzione bellica, alla disciplina valutaria, al controllo dei prezzi ed a quello dei rifornimenti energetici ed alimentari.

Il naviglio, passato alle dipendenze dei comandi operativi della R. Marina, si sacrificò quasi interamente svolgendo missioni antisommergibili, di dragaggio e di vigilanza marittima.

All’atto dell’armistizio, tutti i reparti mobilitati si trovavano fuori del territorio nazionale, e seguirono la sorte delle unità dell’Esercito nelle quali erano inquadrati; ed i loro componenti furono internati o riuscirono ad unirsi alle forze partigiane locali; soltanto a pochi fu possibile rientrare in Patria. Il VI ed il XV battaglione si unirono alla divisione partigiana “Garibaldi” operante in Montenegro, mentre il I, dislocato a Cefalonia ed a Corfù, partecipò al dramma della Divisione “Acqui”.

Sul territorio nazionale i reparti territoriali (che continuarono a prestare servizio d'istituto per effetto delle norme internazionali vigenti, accolte dalla nostra legge di guerra) parteciparono alla Resistenza e alla lotta partigiana, mentre un battaglione organico prese parte, accanto ai reparti della 5^ Armata Americana del Generale Clark, alla liberazione di Roma. Notevole fu inoltre l'impegno di reparti e di singoli finanzieri in favore di profughi ebrei e dei perseguitati, moltissimi dei quali aiutati ad espatriare clandestinamente in Svizzera, ovvero occultati nelle caserme o abitazioni private. Tale meritoria opera, espressione di esemplare coraggio e solidarietà umana, ha trovato il suo giusto riconoscimento nella concessione di due Medaglie d'Oro al Merito Civile e cinque Medaglie di "Giusti tra le Nazioni", conferite alla memoria di sei militari del Corpo, nel corso di una solenne cerimonia tenutasi il 29 gennaio 2008 alla presenza dell'ambasciatore d'Israele e di alte autorità istituzionali. Il contributo alla guerra di liberazione raggiunse, poi, il suo momento più glorioso quando, nella notte del 25 aprile 1945, il Colonnello Alfredo Malgeri, riunendo in un reggimento di formazione i militari della Legione di Milano, da lui comandata, diede inizio al moto insurrezionale attaccando i presidi nemici ed occupando i principali obiettivi della città.