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A Predazzo una mostra sulla prima Guerra Mondiale

Predazzo, 28 febbraio 2018

Mercoledì 28 febbraio, alla presenza del Comandante Generale e del Presidente del Museo Storico, è stata inaugurata una mostra di cimeli, fotografie e documenti relativi alla prima Guerra Mondiale nella sede distaccata del Museo Storico ubicata presso la Scuola Alpina di Predazzo. L’evento si pone a conclusione di un lungo e significativo periodo (2014/2018), durante il quale il Museo Storico della Guardia di Finanza - Sezione Scuola Alpina ha contribuito all’organizzazione di numerosi eventi espositivi, tenutisi sia in ambito locale che sul territorio nazionale, per ricordare il centesimo anniversario dall’inizio della Grande Guerra. La maggior parte dei cimeli esposti provengono dalla raccolta presente nei magazzini e nell’archivio del Museo, altri cimeli invece sono stati prestati da alcuni collezionisti e ricercatori locali, i quali con generosità hanno confermato il grande interesse verso il glorioso passato della Scuola e verso l’attività di ricerca che il Museo Storico ha messo in atto per la salvaguardia della storia dell’istituto di formazione militare alpestre più antico al mondo e per la storia locale. La mostra completa anche il percorso espositivo già inserito nel primo settore del Museo che, con il titolo “I Finanzieri, la Montagna e la Grande Guerra”, attraverso interessanti e rari cimeli, ci ricorda la partecipazione della Guardia di Finanza al primo conflitto mondiale. La logica di questa nuova esposizione si ispira alla ricostruzione di una trincea, il cui filo spinato è visibile lungo le pareti del locale accanto a particolari residuati di trincea. Essa non divide le parti in conflitto, ma, al contrario, unisce tutti i cimeli e i materiali esposti all’interno di un circolo immaginario che si eleva a monito per le attuali e future generazioni nel ricordare che tutto ciò che è stato ideato e utilizzato per il conflitto aveva lo scopo di arrecare dolore, morte e distruzione, aspetti questi che sono comuni, al termine di ogni guerra, sia ai vinti che ai vincitori. Ricordare questi tristi avvenimenti, attraverso oggetti e documenti ormai appartenenti all’archeologia della guerra, ai piedi dei più importanti rilievi Dolomitici, un tempo teatro di sanguinose battaglie, deve necessariamente indurre le nostre coscienze a costruire un futuro ove non si prospetti mai più la guerra come atto finale per risolvere eventuali attriti tra i popoli che appartengono a nazioni, etnie e religioni diverse.

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