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Finanziere Gavino Tolis

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Maggiore Gerardo Severino

Giovanni Gavino Tolis 000001Il Finanziere Giovanni Gavino Tolis nacque a Chiaramonti (Sassari) il 4 febbraio 1919, figlio di Francesco e di Maria Piga. Dopo aver conseguito il Diploma di 5^ Elementare, esercitò per alcuni anni il mestiere di agricoltore, finché il 5 dicembre 1938, non ancora ventenne, si arruolò nella Regia Guardia di Finanza.

Dopo aver frequentato il corso allievi finanzieri presso laScuola Alpina di Predazzo, il 1° giugno 1939 fu assegnato al Circolo di Como, alla Brigata di frontiera di Chiasso Internazionale, operante direttamente in territorio elvetico, uno dei reparti che, dopo l'8 settembre 1943, si distinsero maggiormente sia in favore del movimento resistenziale che di quanti cercavano di fuggire ai tedeschi espatriando clandestinamente in Svizzera.

Il Tolis, oltre a trasportare lettere e messaggi riservati da o per la Svizzera per le organizzazioni partigiane e lo stesso C.L.N.A.I. (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), favorì soprattutto il materiale espatrio in territorio elvetico dei profughi ebrei e dei perseguitati, che tentavano la fuga dai rastrellamenti tedeschi.

Nell'aprile del 1944, il Fin. Tolis fu posto sotto sorveglianza dal Comando della Polizia Confinaria Germanica, finché, come risulta dai verbali dell'epoca: «Verso le ore 13 del 24 aprile u.s., il TOLIS, in servizio al posto fisso "Dietro Dogana" veniva scorto all'atto di far passare un involtino oltre la rete metallica di confine». I due incaricati della sorveglianza, recatisi sul posto, «trovarono una donna, identificata in seguito per la nominata PANZICA Giuseppina, apparentemente affaccendata nel suo prato attiguo alla rete di protezione». Fu successivamente eseguita una perquisizione domiciliare presso l'abitazione della signora Panzica, giungendo: «(...) al rinvenimento di una lettera indirizzata a tale Oscar Orefice di Lugano (Svizzera), nella quale si accennava a persone di razza ebraica che avrebbero transitato clandestinamente la frontiera».

Nel pomeriggio del 25 aprile 1944, il Comando delle SS di Cernobbio, richiese la consegna, oltre che della valuta e dei documenti sequestrati, anche del Tolis e della Panzica, che il mese dopo furono tradotti presso il Carcere di San Vittore, a Milano.

Il Fin. Tolis, quindi, transitò prima per il Campo di Concentramento di Fossoli, poi per il Lager di Bolzano, venendo, infine, destinato al Campo di Sterminio di Mauthausen, in Austria. La signora Panzica, invece, lasciò Milano il 20 settembre per giungere come ultima destinazione nel famigerato campo di sterminio di Ravensbrück, al quale per fortuna sopravvisse, rientrando in Italia nell'ottobre 1945.

Il venticinquenne finanziere Giovanni Gavino Tolis morì quindi il 28 dicembre 1944 nel campo denominato Mauthausen-Gusen, a causa dei maltrattamenti a cui era stato sottoposto e per le privazioni di ogni genere che aveva subito, e la sua salma venne bruciata nel forno crematorio. Nel febbraio del 1947, presso la Chiesa Parrocchiale di Monte Olimpino (Como), così come riportò il giornale «Il Monitore del Finanziere» del 10 febbraio, a suffragio dell'eroico finanziere si celebrò una messa solenne, nel corso della quale venne evidenziata l'attività di tramite che il Tolis assicurò in favore degli «italiani rifugiati in Svizzera ed i parenti rimasti in angustia nell'Italia occupata dai tedeschi».

Alla memoria dell'eroico finanziere è stata concessa, con D.P.R. in data 17 giugno 2010, la Medaglia d'Oro al Merito Civile con la seguente motivazione: «Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale contribuì alla lotta di liberazione con l'attività di postino delle organizzazioni partigiane e, con eccezionale coraggio, si prodigò in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati politici, aiutandoli ad espatriare clandestinamente nella vicina Svizzera. Arrestato dalle autorità tedesche fu infine trasferito in un campo di concentramento austriaco, dove perse la giovane vita. Mirabile esempio di umana solidarietà e di altissima dignità morale, spinte fino all'estremo sacrificio».

1943/1944 - Mauthausen - Gusen (Austria).