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Brigadiere mare Aldo Benedettelli

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Maggiore Gerardo Severino

benedettelli001Il brigadiere mare Aldo Benedettelli nacque a Camerano (Ancona) il 26 dicembre 1914, figlio di Enrico e di Enrica Carletti, ed è deceduto a Roma il 21 febbraio 1997. Coniugato con Edvige Bonelli in data 28 agosto 1943, nel 1944 divenne padre di Gianfranco, suo unico erede.

Il Benedettelli si arruolò nella Regia Guardia di Finanza il 19 dicembre 1934. Ammesso a frequentare il corso allievi finanzieri presso la Scuola nautica di Pola, promosso finanziere del contingente di mare, fu destinato alla Squadriglia Navale di Ancona, imbarcato sulla motonave “Cicconetti”, ove rimase sino al 1° settembre 1935, data del suo trasferimento presso la Stazione Navale di Livorno. Il 1° novembre 1938 fu ammesso a frequentare la Scuola allievi sottufficiali di Ostia Lido, dalla quale uscì il 4 luglio dell’anno seguente, con la promozione a sottobrigadiere “mare”. Fu così destinato alla Stazione Navale di Civitavecchia (Roma), imbarcato dapprima sulla Moto Lancia “31” e successivamente sulla Motovedetta “Satta”. Con l’entrata in guerra dell’Italia, il Benedettelli fu mobilitato con la sua unità navale e messo a disposizione della Regia Marina. Il 1° dicembre dello stesso 1940, il sottufficiale fu trasferito presso la Brigata litoranea di Gaeta, adibita in quel frangente alla difesa delle coste, per essere poi nuovamente imbarcato il 29 marzo 1943 sulla Motovedetta “Satta” ed inviato sull’Isola di Creta, in zona d’operazioni.

Durante la sua carriera nella Guardia di Finanza, il Benedettelli ricevette la medaglia commemorativa per le campagne di guerra 1940/1943, la medaglia commemorativa per le campagne di guerra 1944/1945, la medaglia commemorativa per la Guerra di Liberazione 1944 e 1945, due Croci al merito di guerra e la Croce d’argento al merito di servizio della Guardia di Finanza.

Le vicende che lo videro protagonista nella Capitale ebbero inizio il 20 agosto 1943, quando – in servizio alle dipendenze del Comando Antisom di Iraklion (Isola di Creta), ancora imbarcato sulla Motovedetta “Satta” della Regia Guardia di Finanza – giunse a Roma per usufruire di 30 giorni di licenza matrimoniale. Intervenuto l’armistizio (8 settembre 1943), il sottufficiale si presentò spontaneamente al Comando della 9a Legione di Roma, alla quale sarebbe stato aggregato il successivo 20 settembre, in qualità di scrivano. Le azioni umanitarie poste in essere dal brigadiere mare Aldo Benedettelli si concretizzarono, quindi, durante il periodo di Roma Città Aperta (1) quando fu costituito il Comando Guardia di Finanza per il Servizio di Polizia della Città Aperta di Roma, posto al comando del generale Filippo Crimi – il quale formò in città la gloriosa banda patriottica denominata “Fiamme Gialle”, aderente al Fronte Clandestino di Resistenza – al quale furono demandati compiti strettamente istituzionali, oltre al concorso nel mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Sappiamo che il Benedettelli non aderì alla banda patriottica, ma ciò che avveniva a Roma non poteva lasciarlo indifferente: rammentiamo infatti che il 16 ottobre 1943, verso le cinque ed un quarto del mattino, le SS irruppero nelle strade del Portico d’Ottavia e di altri quartieri romani, rastrellando 1.024 persone, tra cui oltre 200 bambini. Due giorni dopo, cinque minuti dopo le due del pomeriggio del 18 ottobre, diciotto vagoni piombati sarebbero partiti dalla stazione Tiburtina, per arrivare sei giorni dopo al campo di concentramento di Auschwitz, in territorio polacco. Dal triste viaggio fecero ritorno solo quindici uomini e una donna.

In quegli stessi giorni, in via Orazio, nell’appartamento ove il brigadiere viveva da qualche mese con la giovane moglie Edvige, con la quale si era unito in matrimonio meno di due mesi prima, trovarono riparo la signora Clara Eminente Rossi e sua figlia Isabella, attivamente ricercate dalle SS tedesche perché cittadine italiane di origine ebraica. Allo stesso modo, alla signorina Angela Rietti – ricercata dai tedeschi per le medesime ragioni – il Benedettelli aveva offerto più volte ospitalità nella propria abitazione.

I rischi corsi dalla famigliola, che fra l’altro era in attesa del primogenito Gianfranco, furono elevatissimi, soprattutto se consideriamo la circostanza che per un militare, quale era il Benedettelli, il favorire gli ebrei avrebbe certamente comportato la pena capitale, ovvero la deportazione per la stessa signora Edvige. Il gesto umanitario di cui fu attore il brigadiere Benedettelli fu confermato, subito dopo la liberazione di Roma da parte delle truppe americane, sia dalla signora Eminente Rossi che da Angela Rietti. Molto precisa risulta, in particolare, la dichiarazione rilasciata dalla signora Eminente Rossi in data 1° luglio 1944, la quale scrisse di proprio pugno quanto segue: «Certifico di essere stata ospitata nella casa del brigadiere Benedettelli Aldo, della Regia Guardia di Finanza durante l’ottobre 1943 e precisamente nel periodo d’intensificata persecuzione contro i cittadini italiani appartenenti alla razza ebraica» (2) Leggermente più evasiva fu la dichiarazione rilasciata dalla signora Rietti, della quale non è stato possibile individuare eredi tuttora in vita, che potessero aggiungere altri particolari.

Il sottufficiale rimase in servizio presso la 9a Legione territoriale di Roma sino al 20 giugno 1956, data del congedo dal Corpo, mentre rivestiva il grado di maresciallo capo del contingente ordinario, nel quale nel frattempo era transitato.

Per il contributo offerto in prima persona alla nobile causa umanitaria, il brigadiere mare (poi maresciallo capo) Aldo Benedettelli, con D.P.R. in data 15 giugno 2016, è stato insignito postumo della medaglia di bronzo al merito civile, con la seguente motivazione:

 

«Con coraggiosa determinazione, durante l’occupazione tedesca, favorì il movimento resistenziale, mettendo scientemente a rischio la propria incolumità e quella dei suoi cari. In particolare ospitò nella sua abitazione due famiglie di ebrei romani, consentendo loro di salvarsi dai rastrellamenti nazisti. Chiaro esempio di umana solidarietà e di elette virtù civiche».

Ottobre 1943 - Roma

(1) Per ulteriori dettagli sulla partecipazione del Corpo alla Resistenza a Roma, si veda in appendice: Attribuzioni e compiti della Guardia di Finanza e partecipazione alla Resistenza (1940-1945) - Il ruolo del Corpo nella Resistenza - La Resistenza a Roma.

(2) In A.M.S.G.F. – Miscellanea – Fondo Resistenza e Guerra di Liberazione – Fascicolo Brig. m. Aldo Benedettelli.