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Appuntato Domenico Amato

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Maggiore Gerardo Severino

App Domenico AmatoL'Appuntato Domenico AMATO nacque a San Nicola la Strada (Caserta) il 15 settembre 1905 da Giovanni e da Angela Maria Serra.

Arruolatosi nella Regia Guardia di Finanza il 20 novembre 1923, dopo aver frequentato il Corso di formazione presso la Legione Allievi a Maddaloni (CE) fu destinato alla Legione di Trieste, assegnato alla Brigata di frontiera di Duino.

Negli anni seguenti affrontò numerosi trasferimenti, prestando servizio presso varie Brigate del Friuli e dell'Istria, giungendo nel 1927 alla Legione di Napoli. Nel luglio del 1930 fu assegnato alla Legione di Bari, per arrivare poi nel 1933 alla Legione di Milano e, nel 1938, alla Brigata volante di Aosta, appartenente alla Legione di Torino, ove il successivo 1° maggio ottenne la promozione ad Appuntato.

Nel dicembre 1939 fece ritorno alla Legione di Milano, destinato alla Brigata di frontiera di Casamoro (Como). Il precedente 17 agosto si era unito in matrimonio con la Sig.na Maria Anna COMBI, dalla quale ebbe le figlie Mariangela, Giovanna e Ileana.

Durante la carriera nel Corpo, l'Appuntato AMATO ricevette n. 3 Encomi Semplici, concessi dal Comandante Generale della Guardia di Finanza per altrettanti risultati di servizio nel settore della lotta al contrabbando.

Dopo l'8 settembre 1943, i reparti della Tenenza di Porto Ceresio e, in particolare, le Brigate di Porto Ceresio, Monte Casolo, Casamoro e Cà del Monte, si prodigarono in favore di quanti cercavano rifugio in Svizzera, favorendo gli espatri di soldati sbandati, ebrei e ricercati per motivi politici, consentendo anche l'attraversamento del lago di Lugano tramite le imbarcazioni in dotazione al Corpo.

Alla data dell'armistizio, quindi, anche l'Appuntato Domenico AMATO, anziché darsi alla macchia, entrò a far parte di un'organizzazione umanitaria operante nella zona di Porto Ceresio, particolarmente attiva in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati.

In tale ambito, l'AMATO, rischiando in prima persona la vita, si prodigò con tutte le proprie forze, offrendo disinteressatamente aiuti umanitari nei riguardi di centinaia di cittadini di religione ebraica e non che desideravano espatriare clandestinamente in Svizzera per sfuggire alla caccia dei nazifascisti.

Non solo, ma si adoperò anche nel settore logistico, cercando in qualunque modo di favorire l'inoltro della corrispondenza e dei valori che le organizzazioni assistenziali ebraiche, ovvero lo stesso Comitato di Liberazione Nazionale, indirizzavano ai rifugiati in Svizzera.

L'attività umanitaria di cui si resero quotidianamente protagonisti i finanzieri fu notata dalla Polizia tedesca, in primo luogo dal Commissariato di frontiera germanico di Porto Ceresio, al quale era demandata la direzione del servizio di vigilanza politico-militare in quel tratto di confine, in sostituzione delle autorità italiane.

La Polizia di frontiera da tempo, infatti, era al corrente: "che si faceva contrabbando di uomini verso la Svizzera attraverso il lago di Lugano, con l'aiuto di alcuni finanzieri", come ricorda Antonio De Bortoli nel suo libro "A fronte alta".

A tal fine, il citato Commissariato predispose un servizio di pedinamento-appostamento, al quale furono sottoposti tutti i militari della Guardia di Finanza in servizio fra Casamoro e Porto Ceresio.

Il 17 febbraio 1944 venivano così colti sul fatto ed arrestati l'Appuntato AMATO, unitamente al pescatore Pietro BUZZI (classe 1917) ed al commerciante Antonio Angelo CATTANEO (classe 1891), tutti responsabili di aver: "già aiutato più volte a fuggire persone che volevano riparare in Svizzera, tra cui ebrei e criminali politici.

I fermati confessarono durante l'interrogatorio a cui furono sottoposti", così come aggiunge il De Bortoli.

Sfuggì alla cattura un quarto uomo, Angelo BUTTINELLI, che con una barchetta a remi era già partito con alcuni profughi ebrei in direzione di Morcote, sulla sponda Svizzera.

Il BUTTINELLI in realtà verrà arrestato, in flagranza di reato, il successivo 28 novembre 1944 dalla polizia cantonale svizzera in quanto colpevole di aver violato il decreto del Consiglio federale relativo alla chiusura della frontiera.

Inizialmente tradotto nel carcere di Varese, il 29 febbraio l'Appuntato AMATO, unitamente agli altri due arrestati, fu consegnato a dei militi tedeschi e messo quindi a disposizione del Comando germanico di Varese. Fu successivamente tradotto nel campo di concentramento di Mauthausen - Gusen (Austria).

Frattanto, con determinazione del Comando Generale della Guardia Repubblicana di Finanza n. 15288 del 15 aprile 1944, l'AMATO era stato promosso "per esigenze di mobilitazione", con decorrenza dal precedente 1° di aprile, al grado di Sottobrigadiere.

La promozione verrà annullata dal Ministero delle Finanze appena conosciute le cause dell'arresto.

L'Appuntato Domenico AMATO morì nel sottocampo di Gusen il 27 febbraio 1945 per cause imprecisate. In un documento datato 25 giugno 1946, trasmesso all'Ufficio Provinciale Assistenza Post Bellica di Varese, il Sindaco di Porto Ceresio ricomprese l'Appuntato AMATO fra i "deceduti per causa antinazifascista".

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con proprio decreto in data 18 giugno 2008, ha conferito la Medaglia d'Oro al Merito Civile "alla memoria" dell'Appuntato Domenico AMATO con la seguente motivazione: «Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale si prodigava, con eccezionale coraggio ed encomiabile abnegazione, in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati politici, aiutandoli ad espatriare clandestinamente e ad inoltrare la corrispondenza e i valori che le organizzazioni ebraiche indirizzavano ai rifugiati nella vicina Svizzera. Arrestato dalle autorità tedesche veniva infine trasferito in Austria, perdendo la vita in un campo di concentramento. Mirabile esempio di altissima dignità morale e di generoso spirito di sacrificio ed umana solidarietà. 1943/1945 - Mauthausen - Gusen (Austria)»