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Finanziere Scelto Salvatore Corrias

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Maggiore Gerardo Severino

Finanziere Scelto CorriasNel cimitero di Moltrasio, una lapide riporta la frase: «Ancor giovane, generosamente donò la vita per l'ideale supremo della Patria».

Nato a San Nicolò Gerrei (CA) il 18 novembre 1909, da Paolo e da Rosa Simbula, Salvatore Corrias si arruolò nella Regia Guardia di Finanza il 27 giugno 1929 e dopo il corso di formazione fu destinato alla Compagnia di Cernobbio (CO).

Dopo aver prestato servizio in alcune Brigate di frontiera della Legione di Milano, nel 1934 fu trasferito alla Legione di Genova, ove permase fino al maggio del 1939, quando fu trasferito alla Brigata volante di Torino. Nel 1940, dopo essere stato promosso "guardia scelta", venne mobilitato a disposizione della Commissione Italiana di Armistizio con la Francia (C.I.A.F.) con sede a Torino.

Il 3 aprile 1943, con l'incalzare degli eventi militari, il Corrias fu assegnato al X battaglione R. Guardia di Finanza, che in quel contesto operava nella provincia di Lubiana, rimanendovi fino all'armistizio dell'8 settembre 1943, data in cui il suo Reparto ripiegò su Trieste. Da questa città, il 15 settembre 1943 raggiunse il Centro di Mobilitazione di Milano, da cui venne smistato presso la Brigata volante di Uggiate, dipendente dalla Compagnia di Olgiate Comasco.

Il 15 ottobre 1943, ad appena un mese dal suo arrivo, Salvatore Corrias decise di schierarsi con il movimento resistenziale, entrando a far parte della Brigata partigiana Giustizia e Libertà "Emanuele Artom", operante in diverse località del comasco e soprattutto sul monte Bisbino.

Dal gennaio 1944 fu, poi, destinato alla Compagnia di Cernobbio, località che conosceva molto bene essendovi già stato nel 1929, agli inizi della sua carriera. Da qui, sei giorni dopo, raggiunse il suo ultimo reparto: la Brigata di frontiera di Bugone, reparto che già dal settembre 1943 si era distinto in favore dei profughi ebrei e dei militari sbandati, così come dichiarato dalla signora Lucia Roditi nel dicembre 2005, la quale ha testimoniato l'aiuto ricevuto, da lei e dalla sua famiglia, da parte di un finanziere in servizio sul monte Bisbino: 
«Ad un certo punto ci troviamo su una scala lunghissima che costeggia la rete del confine e che saliamo per un bel tratto finché troviamo una porticina con un foro nella rete. Ci aspetta un finanziere italiano che ci aiuta ad attraversarlo: di là è la Svizzera!»

Le vicende del Fin. sc. Corrias sono strettamente correlate a quelle della Brigata "Artom", citata poco sopra. Abbiamo ottenuto, però, anche una testimonianza diretta sul ruolo sostenuto dal Corrias in favore degli ebrei, ossia quella rilasciata dalla signora Valeria Ancona di Milano la quale, nel confermare l'aiuto fornito dal nostro militare nel febbraio 1944 a lei ed alla sua famiglia, aggiunge: «Il finanziere Corrias nottetempo aveva ubriacato i soldati tedeschi che controllavano la rete che noi avremmo dovuto attraversare e aveva aperto un varco per consentire il nostro passaggio» .

La caserma di Bugone, anche dopo l'arretramento dal confine deciso nel 1944 dalle autorità tedesche, continuò ad essere utilizzata quale base d'appoggio anche dalla stessa "Artom". In tale contesto non cessarono gli espatri clandestini; aumentò ulteriormente, tuttavia, il controllo dei tedeschi e dei fascisti, anche con l'appoggio di "bande" ausiliarie delle truppe regolari repubblichine.

Una di queste era la "Banda Tucci" che, il 28 gennaio 1945, potenziata mediante l'impiego di altre unità delle Brigate Nere, compì un'imboscata nei pressi del Distaccamento "De Logu". In questo frangente venne catturato il finanziere Corrias, che ancora indossava la divisa delle Fiamme Gialle, al rientro dalla frontiera ove aveva appena messo in salvo un ex prigioniero inglese. Dalla perquisizione a cui fu sottoposto spuntarono documenti compromettenti, che confermavano il suo ruolo di staffetta portaordini per conto della Brigata "Artom" e dei partigiani rifugiati in Svizzera .

Accusato di aver messo in salvo nella neutrale e vicina Svizzera centinaia di famiglie di ebrei in fuga dalla sterminio, ma anche tanti politici e perseguitati dal regime fascista e dai tedeschi, il finanziere Corrias fu fucilato sommariamente dalla "Banda Tucci" il medesimo giorno, nel recinto della stessa caserma della Brigata di Bugone, pagando così con la vita il suo generoso impegno a favore dei profughi ebrei e dei perseguitati di ogni genere. La sua salma, recuperata solo nel maggio del '45 grazie ai partigiani della "Artom", fu tumulata nel cimitero di Moltrasio, ove è esposta la lapide la cui epigrafe è citata in apertura.

Alla sua memoria sono state concesse, nel 1952 e nel 1956, due Croci al Merito di Guerra e nel 2006 la Medaglia d'Oro al Merito Civile, con la seguente motivazione: 
«Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale si prodigava, con eccezionale coraggio ed encomiabile abnegazione, in favore dei profughi ebrei ed i perseguitati politici, aiutandoli ad espatriare clandestinamente nella vicina Svizzera. Animato da profonda fede nella democrazia e nello Stato di diritto partecipava con impegno tenace alla lotta partigiana. Arrestato dai nazifascisti veniva barbaramente fucilato, immolando la giovane vita ai più nobili ideali di solidarietà umana, di rigore morale ed amor patrio».

1943 - 1945/Bugone di Moltrasio (CO)

A seguito della valutazione della vicenda da parte dell'apposita Commissione dell'Istituto Yad Vashem, è stata concessa alla memoria del finanziere Corrias la Medaglia di "Giusto tra le Nazioni", degno riconoscimento per un uomo e militare che restò coerente ai propri principi fino a subirne le estreme conseguenze.