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Finanziere Giulio Massarelli

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Maggiore Gerardo Severino

FinanziereGiulioMassarellSenza il suo «aiuto e anche con suo grande pericolo (nell’accompagnarmi) sarei stato mandato in Germania dove avrei fatto la fine dei 6 milioni di ebrei miei correligionari».

È sicuramente appropriato cominciare la biografia dedicata a questo finanziere con le parole di ringraziamento scritte di proprio pugno da un ebreo che sfuggì ai lager nazisti in special modo grazie a lui. Ma ripercorriamo brevemente la vita di Giulio Massarelli che, nato a Terni il 4 marzo 1908, figlio di Erminio e Santa Gemelli, si arruolò nella Regia Guardia di Finanza il 14 aprile 1927.

All’epoca dei fatti prestava servizio presso il Nucleo di Polizia Tributaria di Busto Arsizio (VA) avendo aderito, nel contempo, anche al C.L.N. così come risulta dalla dichiarazione rilasciata dal Comando Raggruppamento divisionale “Alfredo Di Dio”, del Corpo Volontari della Libertà.

Da tale dichiarazione risulta che Massarelli, dopo l’Armistizio, fornì notevoli servizi alla causa della Resistenza, accompagnando all’espatrio numerosi ebrei e personalità antifasciste fino al 25 aprile 1945, data in cui partecipò all’insurrezione nell’alto milanese.

Durante l’occupazione tedesca del Nord Italia, infatti, si distinse nel salvataggio di numerosi ebrei, che in molti casi rilasciarono dichiarazioni sullo svolgersi degli eventi; alcune di queste testimonianze hanno ricevuto conferma grazie alle interviste fatte recentemente agli eredi dei dichiaranti.

I primi ebrei che ebbero modo di contare sul Massarelli furono i cittadini milanesi di origine ungherese Clara ed Adalberto Jenei, residenti in via Edolo n. 5, Adalberto Pfeifer, residente in via A. da Giussano n. 23 e Ladilaso Vadas, residente in via Balzaretti n. 24, i quali, dopo mille peripezie, raggiunsero la frontiera con la Svizzera proprio grazie al finanziere, conosciuto attraverso comuni amici, il quale li aiutò a varcarla nei pressi di Bianzone (Sondrio).

Abbiamo notizia che i Jenei, dal Cantone dei Grigioni, riuscirono in seguito a proseguire per gli Stati Uniti, dove tuttora vivono alcuni dei loro eredi. Nell’ottobre successivo, il Massarelli aiutò ad espatriare i signori Riccardo Ney, l’avv. Giacomo De Benedetti e la moglie Nora Pugliese, tutti e tre ebrei residenti a Milano , la cui testimonianza ha ricevuto conferma nel maggio del 2006 tramite la dichiarazione rilasciata dalla signora Maria Grazia Vitale, la quale apprese lo svolgimento degli eventi dalla viva voce del proprio zio .

Nel mese di novembre, il finanziere aiutò a varcare la frontiera al capitano Dobes dell’esercito cecoslovacco, proveniente da Praga, che doveva raggiungere il Comando cecoslovacco in esilio a Londra, ove doveva consegnare notizie e messaggi importanti, mentre nel dicembre successivo fornì ausilio ai coniugi ebrei Pavel Pick e Ely Lederer, originari di una località che attualmente si trova nella Repubblica Ceca.

In entrambi i casi il Massarelli si adoperò dietro interessamento del cecoslovacco Jaroslav Kubicek di Busto Arsizio, il quale sarà accompagnato all’espatrio insieme alla moglie e ai due figli, e che rilasciò una dichiarazione relativa al comportamento del nostro finanziere dopo la fine della guerra . Vera, figlia dei coniugi Pick, pur non avendo vissuto personalmente la vicenda ne ascoltò numerose volte lo svolgimento, tanto da poterlo confermare in una sua testimonianza rilasciata dal Canada l’8 giugno 2006.

Il 14 dicembre 1943 l’ebreo Ruggero Castelfranco, nato a Modena il 26 agosto 1887 e domiciliato a Milano in via Pietro Maestri n. 2, che durante i primi mesi dopo l’8 settembre ’43 aveva compiuto ben quattro tentativi di recarsi in Svizzera senza mai riuscirvi, ebbe la fortuna d’incontrare il Massarelli, grazie al quale espatriò senza nessuna difficoltà.

Mario, figlio di Ruggero, ha ancora vivo nella memoria quel tentativo del padre coronato da successo, tanto da ricordarlo nella sua dichiarazione rilasciata il 14 febbraio 2006.

Durante lo stesso mese fu la volta del signor Braun Baronicu, classe 1885, un ebreo apolide originario della città di Turenar in Transilvania, incluso tra gli ebrei risultanti agli atti della Questura repubblicana di Varese, il cui elenco puntuale venne trasmesso alla guardia di frontiera tedesca del capitano Knop il 25 ottobre 1943.

Il signor Baronicu, a riguardo, sottoscrisse una toccante dichiarazione di cui riportiamo i passi più significativi: «il finanziere Massarelli Giulio, nel mese di dicembre 1943, mi ha salvato la vita, procurandomi e preparando la mia fuga in Svizzera, accompagnandomi dall’ospedale di Busto dove ero ricoverato sino a Sondrio, dove m’ha consegnato a dei suoi conoscenti che mi hanno portato in una gerla per oltre otto ore sulle montagne fin quando sono arrivato in territorio svizzero e consegnato alla autorità elvetiche. Senza il di cui aiuto e anche con suo grande pericolo (nell’accompagnarmi) sarei stato mandato in Germania dove avrei fatto la fine dei 6 milioni di ebrei miei correligionari».

Il finanziere Giulio Massarelli è deceduto a Terni il 26 aprile 1977, ma nel 2006 le sue azioni hanno trovato il giusto riconoscimento da parte del “Dipartimento per i Giusti” di Yad Vashem, che gli ha conferito la Medaglia di “Giusto tra le Nazioni”.