Episodi più significativi

Nel settore degli aiuti agli ebrei si distinsero, in maniera decisiva, i sottonotati militari:

Capitano Leonardo Marinelli, già Comandante della Compagnia di Madonna diTirano, il quale, il 12 settembre 1943, favorì l'espatrio di circa 300 ebrei di origine slava, dopo averli liberati dal campo di internamento dell'Aprica;

Finanziere Scelto Giulio Massarelli, appartenente alla Brigata di Busto Arsizio, il quale operò attivamente nella zona di Biancone, favorendo l'espatrio di numerosi ebrei provenienti da Milano e di molti militari sbandati;

Finanziere Rino Dalla Pria, appartenente alla Brigata di Somneggio, il quale si adoperò lungo la rete di confine, lasciando passare in Svizzera sia i profughi ebrei che i militari alleati fuggiti dai campi d'internamento;

Alcuni esponenti della banda partigiana "Fiamme Gialle", capeggiata dal Generale Filippo Crimi, che ospitarono nelle caserme o nelle loro abitazioni private diversi ebrei scampati alla retata del 16 ottobre 1943.

Nel settore degli aiuti ai deportati si distinse principalmente il Brigadiere Salvatore Serra, che in più occasioni favorì la fuga di migliaia fra militari, civili, ebrei e perseguitati politici già caricati sui treni in partenza verso la Germania.

L'internamento dei militari del Corpo

La deportazione nei campi d'internamento tedeschi interessò 5.192 militari del Corpo, catturati sia nei territori d'occupazione, sia in quello nazionale.

Le perdite subite dalla Guardia di Finanza in tale ambito ed accertate ufficialmente ammontano a 234 unità.