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Vicebrigadiere Eriberto Volgger

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Maggiore Gerardo Severino

Eriberto Volgger nacque a Val di Vizze (BZ) il 24 dicembre 1939, figlio di Basilio e di Rosa Volgger. Dopo aver conseguito la licenza di Scuola Media, il 10 novembre del 1958 si arruolò nella Guardia di Finanza, ammesso a frequentare il corso allievi finanzieri presso la Scuola Alpina di Predazzo.

Terminato il periodo di formazione, il neo finanziere fu destinato inizialmente a reparti della 6^ Legione di Como, finché il 26 settembre del 1965 non fu ammesso al 39° corso della Scuola Allievi Sottufficiali. Promosso vicebrigadiere il 24 luglio 1966, il Volgger fu destinato alla Legione di Trento, assegnato quindi alla Compagnia di frontiera del Brennero, nella circostanza impegnata nella tutela dell'ordine pubblico, seriamente minacciato dagli attentati terroristici compiuti contro l'Italia in quel contesto storico.

Nelle settimane successive, il sottufficiale sarebbe stato incaricato di delicati servizi a tutela della sicurezza pubblica, partecipando alle operazioni di pattugliamento della linea di confine, oltre che alla bonifica ed alla messa in sicurezza dei cosiddetti obiettivi sensibili (stazioni ferroviarie, tralicci dell'alta tensione, dighe, centrali elettriche, edifici pubblici).

Ai primi di settembre del 1966, il vicebrigadiere Volgger fu trasferito temporaneamente, per la durata presunta di circa dieci giorni, al comando del Distaccamento permanente di Malga Sasso (Brennero), a 1.800 metri di quota, con il compito di sorvegliare e garantire il funzionamento del traffico frontaliero con la vicina Austria.

L'eccidio di Malga Sasso

Il 9 settembre del 1966, alle ore 11.15, mentre si trovava nel suo ufficio, unitamente al proprio superiore, tenente Franco Petrucci, il quale vi si trovava in giro d'ispezione, il vicebrigadiere Eriberto Volgger decedeva sul colpo per effetto dell'esplosione di una bomba ad alto potenziale collocata fraudolentemente nei locali della casermetta.

Con il sottufficiale morirono anche il citato tenente Petrucci (deceduto il successivo 23 settembre) ed il finanziere Martino Cossu, mentre rimasero feriti più o meno gravemente altri militari in forza al Distaccamento. L'attentato risultò essere opera dell'organizzazione separatista sudtirolese Befreiungsausschuss Südtirol (BAS), in italiano, Comitato di liberazione del Sud Tirolo. Scopo del movimento era, infatti, la secessione dell'Alto Adige dall'Italia e la riunificazione al Tirolo e all'Austria. Per tale atto furono imputati quattro terroristi sudtirolesi, Georg Klotz, Richard Kofler, Alois Larch e Alois Rainer, assolti in primo grado per insufficienza di prove dall'accusa di aver provocato la strage, ma condannati, ad eccezione di Georg Klotz, nel processo d'appello, sette anni dopo. Eriberto Volgger fu riconosciuto "Vittima del terrorismo" con D.P.R. in data 9 maggio 2008 e, con decreto rilasciato dal Capo della Polizia, gli è stato concesso lo status di "Vittima del Dovere".

La sua perdita valse alla Guardia di Finanza il conferimento del "Vittoriano d'Oro", un alto riconoscimento concesso il 4 novembre del 1966 da parte del "Gruppo Medaglie d'Oro" di Roma, in ricordo dei caduti subiti dal Corpo, in quello stesso anno, nella durissima lotta al terrorismo.

La sua salma riposa nel cimitero di Prati di Vizze (Bolzano).

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con proprio decreto in data 5 marzo 2013, ha conferito la Medaglia d'Oro al Merito Civile "alla memoria" del finanziere Eriberto Volgger, con la seguente motivazione:

«Impegnato nel controllo del territorio al fine di contrastare l'evasione fiscale, non si sottraeva all'attività di repressione degli atti di terrorismo compiuti contro l'Italia negli anni 1950/1970. In una di queste circostanze veniva barbaramente trucidato in una vile e proditoria azione terroristica, sacrificando la vita ai più nobili ideali di legalità ed amor patrio.

Esempio di elette virtù civiche e di altissimo senso del dovere, di cui è bene che non si spenga la memoria e venga tramandato ai posteri il ricordo. 1950/1970 Bolzano».