Tu sei qui: Home Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo Finanziere Raimondo Falqui

Finanziere Raimondo Falqui

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Maggiore Gerardo Severino

Raimondo Falqui nacque a Lula, un paesino del nuorese, l'8 aprile 1934, figlio di Pietro e di Giuseppa Marras. Il 3 agosto del 1953, appena diciannovenne, si arruolò nel Corpo della Guardia di Finanza, frequentando il corso allievi presso il I Battaglione di Roma.

Terminato il periodo di formazione, il 13 aprile 1954 il neo finanziere fu trasferito al Comando Compagnia della Guardia di Finanza di Brunico (BZ), assegnato alla Brigata di frontiera di Vandoies, nella circostanza impegnata nella vigilanza doganale lungo la frontiera italo-austriaca.

In seguito, il finanziere Falqui sarebbe stato assegnato al Distaccamento di Fundres, con il compito di sorvegliare e garantire il funzionamento del traffico frontaliero con la vicina Austria ed incaricato di delicati servizi a tutela della sicurezza pubblica, partecipando alle operazioni di pattugliamento della linea di confine.

La morte in servizio

Il sacrificio del finanziere Raimondo Falqui s'inquadra nel periodo "caldo" del terrorismo in Alto-Adige, rappresentato dal decennio che va dal 1956 al 1966, durante il quale si consumarono oltre trecento attentati a centrali elettriche, tralicci dell'alta tensione, stazioni ferroviarie, uffici pubblici, ma soprattutto attentati ed agguati mortali ai danni di rappresentanti delle forze dell'ordine e di militari.

La sera del 15 agosto 1956, verso le ore 21, il giovane finanziere Raimondo Falqui ed il collega Lombardo, liberi dal servizio ed in caserma, ricevettero dal comandante del Reparto il permesso di scendere in paese, per trascorrere il loro turno di riposo alla trattoria dell'ENAL, ove alcuni giovani del posto si stavano intrattenendo con della musica.

Qui i finanzieri rimasero fino alle ore 23, quando si apprestarono a rientrare in caserma prima dello scadere del permesso. A quel punto il finanziere Falqui, nel muoversi verso l'uscita, la trovò bloccata da un giovane, col quale nacque un alterco che non trovò immediata pacificazione. A quel punto il militare, assieme al collega, fece notare alla gerente della trattoria che era già passata l'ora di chiusura del locale, i cui avventori vennero perciò fatti uscire.

I quattordici giovani però, non accettando l'imposizione, decisero di dare una lezione alle due guardie di finanza che, inseguite e colte dal lancio di bastoni, sassi e barattoli iniziarono a correre in direzione della loro caserma. Otto dei quattordici giovani proseguirono l'inseguimento dei finanzieri, mentre altri sei desistettero. Il finanziere Falqui, avendo malauguratamente perso le proprie calzature, rimase staccato dal commilitone che intanto correva verso il Distaccamento per dare l'allarme.

Una volta raggiunto e fatto cadere, furono addosso al Falqui in sette, accecati dall'alcool e dall'odio, con calci e pugni e bastonate, finché non venne gettato esanime nel greto del canale Roaner, ove probabilmente il finanziere venne raggiunto e finito a sprangate. Nel frattempo, il comandante ed i colleghi del Distaccamento di Fundres, sulla base delle indicazioni del finanziere Lombardo, si mossero nella notte per ricercare il Falqui, che venne rinvenuto verso le ore 5 del mattino del 16 agosto seguente, agonizzante, per spirare pochi muniti dopo senza che dalle sue labbra uscisse una parola. Successivamente gli fu riconosciuta la morte "per causa di servizio".

La sua salma fu composta nella camera ardente allestita al pian terreno della caserma sede della Brigata di Vandòies, ove il 20 agosto seguente si celebrarono i solenni funerali della sventurata Fiamma Gialla, alla presenza delle più alte cariche istituzionali della Regione, dei suoi parenti, dei colleghi e dell'intera cittadinanza della Valle di Fundres, oltre che delle centinaia di persone giunte dalla Val Pusteria e persino da Bressanone. Dopo le esequie, la bara di quella che stata di fatto la prima vittima del terrorismo altoatesino fu tumulata nello stesso cimitero di Vandòies. Le indagini di polizia giudiziaria, portarono in seguito al fermo degli autori materiali dell'efferato omicidio, condannati l'anno successivo dalla Corte d'Assise d'Appello di Trento a periodi di reclusione che arrivavano fino all'ergastolo. Tuttavia, dopo anni di polemiche e strascichi giudiziari, tra il 1968 e il 1969 il Presidente della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat, concesse ai condannati la grazia.

La sua salma riposa nel cimitero di Lula (NU).

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con proprio decreto in data 5 marzo 2013, ha conferito la Medaglia d'Oro al Merito Civile "alla memoria" del finanziere Raimondo Falqui, con la seguente motivazione:

«Impegnato nel controllo del territorio al fine di contrastare l'evasione fiscale, non si sottraeva all'attività di repressione degli atti di terrorismo compiuti contro l'Italia negli anni 1950/1970. In una di queste circostanze veniva barbaramente trucidato in una vile e proditoria azione terroristica, sacrificando la vita ai più nobili ideali di legalità ed amor patrio.

Esempio di elette virtù civiche e di altissimo senso del dovere, di cui è bene che non si spenga la memoria e venga tramandato ai posteri il ricordo. 1950/1970 Bolzano».

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