Tu sei qui: Home Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo Finanziere Giuseppe D'Ignoti

Finanziere Giuseppe D'Ignoti

Ricerche storiche e biografia realizzate dal Maggiore Gerardo Severino

Giuseppe D'Ignoti nacque a Vibo Valentia il 18 ottobre 1943, figlio di Guido e di Marianna Tagnoni. Si arruolò nel Corpo della Guardia di Finanza il 16 febbraio 1963, destinato a frequentare il corso allievi presso il I Battaglione Allievi di Roma. Terminato il periodo di formazione, il D'Ignoti fu destinato a reparti alla frontiera con la Svizzera, prima in Lombardia ed infine, dal 1° aprile 1965, alla Compagnia di Malles Venosta, nella circostanza impegnata nella tutela dell'ordine pubblico, seriamente minacciato dagli attentati terroristici compiuti contro l'Italia in quel contesto storico.

Nei mesi successivi, il finanziere D'Ignoti sarebbe stato incaricato di delicati servizi a tutela della sicurezza pubblica, partecipando alle operazioni di pattugliamento della linea di confine, oltre che alla bonifica ed alla messa in sicurezza dei cosiddetti obiettivi sensibili (stazioni ferroviarie, tralicci dell'alta tensione, dighe, centrali elettriche, edifici pubblici).

Il 26 marzo 1966, fu trasferito alla Compagnia di San Candido, assegnato alla Brigata di San Martino in Casies, una località a 1.276 metri d'altitudine, con il compito di sorvegliare e garantire il funzionamento del traffico frontaliero con la vicina Austria.

L'agguato di San Martino in Casies

Il 24 luglio del 1966, verso le ore 23,45, tre finanzieri della Brigata di San Martino in Casies stavano per rientrare in caserma dopo aver trascorso la libera uscita in una vicina locanda. Con la medesima tecnica usata per l'assassinio di due carabinieri, avvenuto a Sesto Pusteria il 26 agosto dell'anno prima, entrarono in azione i terroristi.

Appostati dietro uno steccato, i terroristi fecero fuoco contro i militari, esplodendo, da due punti diversi, una cinquantina di colpi d'arma da fuoco automatica. Cadde sul posto il finanziere Salvatore Cabitta, colpito al capo ed al torace, mentre rimasero feriti gli altri due commilitoni, lo stesso finanziere Giuseppe D'Ignoti, che tentò di soccorrere disperatamente l'amico Cabitta, e Cosimo Guzzo, il quale, benché ferito ad una gamba, si salvò miracolosamente lanciandosi in un vicino fossato.

Trasportato immediatamente all'ospedale di San Candido, il finanziere Giuseppe D'Ignoti vi perì il 1° agosto successivo, a causa di sopravvenute complicazioni. L'attentato risultò essere opera dell'organizzazione separatista sudtirolese Befreiungsausschuss Südtirol (BAS), in italiano, Comitato di liberazione del Sud Tirolo. Scopo del movimento era, infatti, la secessione dell'Alto Adige dall'Italia e la riunificazione al Tirolo e all'Austria. Giuseppe D'Ignoti fu riconosciuto "Vittima del terrorismo" con D.P.R. in data 9 maggio 2008 e, con decreto rilasciato dal Capo della Polizia, gli è stato concesso lo status di "Vittima del Dovere".

La sua perdita valse alla Guardia di Finanza il conferimento del "Vittoriano d'Oro", un alto riconoscimento concesso il 4 novembre del 1966 da parte del "Gruppo Medaglie d'Oro" di Roma, in ricordo dei caduti subiti dal Corpo, in quello stesso anno, nella durissima lotta al terrorismo.

La sua salma riposa nel cimitero di Catania, ove nel frattempo si era trasferita la famiglia d'origine.

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con proprio decreto in data 5 marzo 2013, ha conferito la Medaglia d'Oro al Merito Civile "alla memoria" del finanziere Giuseppe D'Ignoti, con la seguente motivazione:

«Impegnato nel controllo del territorio al fine di contrastare l'evasione fiscale, non si sottraeva all'attività di repressione degli atti di terrorismo compiuti contro l'Italia negli anni 1950/1970. In una di queste circostanze veniva barbaramente trucidato in una vile e proditoria azione terroristica, sacrificando la vita ai più nobili ideali di legalità ed amor patrio.

Esempio di elette virtù civiche e di altissimo senso del dovere, di cui è bene che non si spenga la memoria e venga tramandato ai posteri il ricordo. 1950/1970 Bolzano».

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